giovedì 3 luglio 2008

L'orchestra nera


Tessera#5


Un amico che é stato in Africa mi ha detto che l'Orchestra Nazionale della Repubblica Democratica del Congo è l'unica al mondo ad essere composta da soli neri, compreso il direttore d'orchestra. Ho indagato ed è vero. E io che non ci avevo mai pensato...

Il pastore con l'iPod

Tessera#4



Mi sono subito ricordato dei Tuareg con i Ray Ban e i Masai Mara con il pc portatile quando qui, a Calasetta, in Sardegna, ho visto proprio ieri un giovane pastore con l'iPod.

Il paesaggio tosco-balcanico


Tessera#3


Il Paesaggio toscano da cartolina che tutti conosciamo è sempre più balcanico.
Anche se sotto la direzione di maestranze locali, sono tantissimi i muratori albanesi e kosovari che lavorano nella ristrutturazione dei vecchi cascinali toscani. Ruderi fatiscenti divorati dalle piante selvatiche diventano veri e propri gioielli. Intere aree recuperano nuovo fascino e nuova bellezza, il costo del metro quadrato abitativo raggiunge prezzi pazzeschi, e i paesini scomodissimi e poco appetibili di un tempo diventano mete contese dai nuovi ricchi. Il paesaggio toscano va, e piace, ai turisti stranieri e anche agli italiani. Va anche il turismo del benessere, l'agriturismo, l'ecoturismo, l'enoturismo, il turismo di campagna, ma questo non succede da ieri, sia chiaro. E' un processo che anzi sta arrivando al suo culmine.

Cosa sarebbe stato del paesaggio toscano mitizzato nei film e nelle cartoline, nei resoconti dei viaggiatori nordeuropei e americani, senza l'ondata di manodopera balcanica che si è riversata in toscana agli inizi degli anni novanta, e poi assoldata dalle imprese edili locali?
Quando parliamo di paesaggio toscano, il nostro senso di identità e di appartenenza si sentono coinvolti. Dovremmo pensare che mattone dopo mattone, pietra dopo pietra, il paesaggio toscano che fa sognare i turisti e i non turisti, ha anche un'anima balcanica. Che ci piaccia o no.

Il falso mito del coniglio nano

Tessera#2


Francesco, figlio di un mio carissimo amico, voleva un coniglietto. Un coniglietto da compagnia. Lo aveva desiderato fortemente per quattro lunghe settimane, dopo averlo visto in vetrina ad un banco del luna park la domenica di Pasqua. Gli assicurarono che si trattava di un coniglio nano, una specie da appartamento, che non cresce più di tanto, anzi, rimane piccolo piccolo, mangia poco, sporca poco, non ha bisogno di cure eccessive e può rimanere chiuso in casa anche intere giornate, quando mamma e papà sono a lavoro. Ha bisogno della vaschetta del cibo e di quella per i bisogni, poi si arrangia da solo. Francesco era contento, e anche suo padre e sua madre erano contenti, e forse anche Nerino, così lo chiamarono, era contento.
La moda del coniglio nano che rimane piccolo piccolo, immobile nelle sue dimensioni, come i giocattoli, prese campo durante i primi anni novanta, e negli ultimi tempi sembra aver preso nuovo vigore. Ho conosciuto più di una famiglia che a suo tempo decise di allevarne uno, tutte quante, in seguito accomunate dalla stessa sorte: Nerino oggi si fa chiamare Nerone. Non entra più nella sua gabbietta e non si accontanta più delle micro porzioni di cibo dei primi giorni. Ha il nome di un imperatore e anche la sua stazza è imperiale.
Sergio, il nonno di Francesco, che i conigli gli ha sempre allevati, ma per mangiarli, oggi incredulo, giura di non averne mai visti di così grassi né di così grossi.

Quelli della maglietta

Tessera#1
Quelli della maglietta

Ieri la Fiorentina è entrata in Europa:
per molti oggi è ancora festa.
Sono tantissime le magliette viola in giro.
Oggi al bar anche il geometra Cavicchi ce l'ha. Ha quella col giglio bianco, grosso, in campo viola,
sformato per via della pancia.
Anche Antonello del chiosco ce l'ha, mi ha detto che è dell'ottantasette, vecchia di vent'anni.

Anche i camminatori della mattina e i passeggianti delle dieci e mezza
con il cane, anche loro ce l'hanno, la maglietta viola, come i corridori, che ce l'anno sudata sulla schiena, e di cotone e anche scolorita.
Anche due ragazzini che aspettano il pulmino giallo della scuola, ce l'hanno, nuova nuova, e lucida.
E poi ci sono una quantità misteriosa di magliette che non si vedono e che so che c'erano.
E' emersa intorno a me una tribù silenziosa, della quale non faccio nessuna fatica a riconoscerne l'umore
e neanche a interpretarne il sentimento, né faccio fatica a immaginare quello che si dicono, quelli con la maglietta,
quando s' incontrano.
Oggi è il lunedì successivo all'ultima giornata di campionato. In nessuna parte d' Italia, oggi, è un giorno qualsiasi.

mercoledì 16 aprile 2008

Seminari di Antropologia Culturale




Antropologia.
Approfondimenti sui temi del colonialismo,
dell'ambientalismo e delle dominazioni linguistiche.
Invito e calendario
a cura di Nadia Breda


Aprile 2008
1 Aprile ore .16-19 IL VEGAN-ALIENO. Testimonianze di vita e percorsi etnografico-letterari
sul veganesimo, seminario della dr.ssa Elisa Di Bernardo
2 Aprile 2008 ore 11-13 continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito

8 aprile ore 13.15 “…UN PRODOTTO COLONIALE. UN FRUTTO CANDIDO E
GENEROSO...”
(P. Neruda). La donna della “colonia” seminario del dr. Mauro Sbordoni
9 aprile ore 9-11 Continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito

15 aprile ore 13-15 IL MONDO COLONIALE FRA IMMAGINARIO ED IMMAGINE,
seminario del dr. Paolo Pecchioli
16 aprile ore 9-11, continuazione del seminario del dr. Pecchioli. Proiezioni.
18 aprile ore 12-14 continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito

22 aprile ore 13-15 L’ARTEFATTO DEGLI “ALTRI”. DA OGGETTO DI INVENTARIO A
OPERA D’ARTE
Il manufatto “coloniale”, seminario del dr. Mauro Sbordoni
23 aprile ore 9-11 Continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito
Maggio 2008

23 maggio ore 12-14, LA WOLOFISATION, seminario della dr.ssa Diye Ndiaye.

Sede degli incontri: Dipartimento di Studi Sociali, Università di Firenze,
Via Cavour 82, Firenze. Tel. segreteria didattica 0552757761