
Tessera #8
Una bella auto nuova, lunga, bianca. Sono sempre piu' numerose sulle strade le auto bianche di grossa cilindrata. Segno di una nuova stagione, senza dubbio. A dire il vero non mi ero accorto di niente fino a quando il venditore della mia nuova auto non me lo fa notare: questa sarebbe bella anche bianca, mi dice mentre trattiamo il prezzo, avrá visto quante ne circolano adesso....
E in quel preciso momento iniziarono a correre per la mia mente tantissime auto, bianche, di grossa cilindrata, tutte quelle che fino a quel momento non avevo notato e tutte bianche, tutte lunghe, tutte grosse e pulite.
Sono stato anche io ad un passo da comprarne una.
venerdì 4 settembre 2009
Una bella auto nuova. Bianca.
sabato 2 agosto 2008
Un giorno in Europa: nuove forme di emigrazione

“Un giorno in Europa: nuove forme di emigrazione, è un
documentario appena sfornato dalla MelBal produzioni,
produttrice squattrinata che si è presa la bega di toccare un
tasto difficile e complicato: ma sarà vero che questi italiani
non sono più un popolo di emigranti? Sarà vero che il
fenomeno chiamato emigrazione riguarda il passato del
nostro Paese e non più il presente? Sarà vero che gli italiani
hanno smesso di far valigia alla ricerca di miglior fortuna
altrove?
Perchè quando parliamo di emigrazione ricevuta, e quindi di
marocchini, albanesi, rumeni, moldavi, rom, senegalesi,
nigeriani e tutto il resto, siamo più o meno tutti d'accordo.
Ma quando decidiamo, da italiani quali siamo, e quindi da europei, di guardarci allo specchio e disottoporci alle stesse domande, ponendoci allo stesso livello culturale e sociale e nelle stessesituazioni di coloro che chiamiamo emigrati, le cose cambiano.
Osservare le nostre realtà come osserviamo quelle "altre", implica uno sforzo culturale considerevole: è ciò che in antropologia prende il nome di straneamento culturale; implica in primo luogo la sospensione di giudizi morali e la volontà di rimuovere sovrastrutture culturali che negli
anni, sedimentandosi, hanno portato alla formazione di stereotipi e luoghi comuni nei confronti dell'alterita'. Vuol dire in altre parole capovolgere l'obbiettivo, puntarlo su noi stessi: è l'osservatore che diventa osservato.
E magari ci accorgiamo che gli italiani che vivono fuori dall'Italia sono davvero tantissimi, e che oggi come cinquant’anni fa molti italiani continuano a cercare fuori dal proprio Paese possibilità nuove, come cambiare il proprio status, la propria situazione affettiva o economica, mettendo in discussione il proprio senso di identità o la propria idea del mondo. E magari ci accorgiamo che di
queste nuove forme di emigrazione e delle dinamiche che le muovono si sa ben poco: mancano cifre, dati, testimonianze. Cerchiamo di capire perché.
Un giorno in Europa si compone di quattro storie, quattro storie di italiani all'estero. Le loro vicende private si intrecciano con i risvolti della nuova realtà europea in città quali Berlino, Praga, Santiago de Compostela, Amsterdam e Prato, che è la realtà da cui provengono. La vita affettiva, il lavoro, le
aspirazioni, le difficoltà di quattro persone che solo trenta o quaranta anni fa avremmo chiamato emigranti. E oggi come dovremmo chiamarli?
Dolce, delicato, ironico e commovente. Va visto”.
Paolo Pecchioli
Antropologo culturale
Regia: Ettore Melani.
Montaggio: Nadia Baldi.
Durata 1h
giovedì 3 luglio 2008
Il calcio e la barba
Tessera#7
Mentre guardavo Spagna/Grecia degli europei, notavo che oggi il mondo del calcio professionista europeo è praticamete un mondo di senza barba. O almeno senza una barba lunga. Sono tutti rasati, calciatori, allenatori, arbitri, lo staff tecnico in panchina, tutti rasati. E se ci penso prima di trovare nella mia memosria un giocatore con la barba devo andare indietro di almeno venti anni. o sbaglio?
ps.
Però mi sembra che un giocatore della Germania....
El Butanero
Tessera#6
Una delle figure leggendarie della Spagna contemporanea è il butanero.
Il Butanero é quel signore che ti porta la bombola di gas in casa. E' vestito di blu e arancione che sono anche i colori di una marca di carburanti e viaggia con un camioncino pieno di bombole, arancioni anche loro. Passa uno o due o tre giorni al mese, quindi bisogna organizzarsi. Prendo pieno / lascio vuoto. Puó piazzarti direttamente la bombola ai fornelli di cucina o lasciarne tre o quattro nell'atrio per i condomini, puó mandartene una al terzo piano con l'ascensore e quando l'ascensore non c´é, te la porta lui. E' una figura leggendaria, il butanero. il butanero evoca le imprese folli ed eroiche di Don Quicote. E' diverso dal nostro idraulico sciupafemmine. Il butanero è buono: é innocuo. E' un lavoro di fatica il suo: può fare, bombola in spalla, cinque piani di scale senza lamentarsi; lo dice anche il suo contratto.
Il butanero é una figura mitologica: per carnevale ci si può mascherare da butanero: il costume lo si trova nei negozi vicino a quelli di Stanlio e Ollio, Charlie Chaplin, Rambo. E' un po' come per noi vestirsi da nutella. E' nella Spagna degli anni settanta che si spinge in alto, delle palazzine di otto piani senza ascensore, che il butanero fa il suo ingresso nell'olimpo: penetra le profonditá dell'immaginario collettivo spagnolo fino ad entrare nei proverbi, nei modi di dire, nelle barzellette, nelle canzoni, nella pubblicitá: è sinonimo di accettazione eroica della vita, e la sua natura é intrisa di potente tragicitá. Tutti siamo d'accordo nel dire che il suo stipendio non sarà mai troppo alto, che le mance che riceve non saranno mai adeguate al suo sforzo, e si rimane sempre con il senso di colpa quando se ne va, tutto sudato, e si toglie il cappelletto arancione.
L'orchestra nera
Tessera#5
Un amico che é stato in Africa mi ha detto che l'Orchestra Nazionale della Repubblica Democratica del Congo è l'unica al mondo ad essere composta da soli neri, compreso il direttore d'orchestra. Ho indagato ed è vero. E io che non ci avevo mai pensato...
Il pastore con l'iPod
Tessera#4
Mi sono subito ricordato dei Tuareg con i Ray Ban e i Masai Mara con il pc portatile quando qui, a Calasetta, in Sardegna, ho visto proprio ieri un giovane pastore con l'iPod.

