
Presentazione del volume "Erbe spontanee del nostro territorio"
Fotografia di Stefania Mari
Testi e presentazione di Paolo Pecchioli
E’ il “prato” ciò che noi vediamo, oppure vediamo un’erba più un’erba più un’erba...?
(Italo Calvino; Palomar)
Abbiamo deciso di realizzare questo lavoro credendo nella sua utilità.
Siamo convinti che saper distinguere un raperonzolo, una calendula, il fiore della borragine o quello di un tarassaco dal verde indistinto di un prato o di un campo, sia utile almeno per due motivi. Il primo motivo è il rispetto che scaturisce dalla conoscenza: quel prato che fino a ieri abbiamo guardato come si guarda una distesa verde ed uniforme, improvvisamente si riempie di nomi, di significati, di differenze. La distesa verde si svela essere composta da piccoli insiemi di unità, gruppi e sottogruppi, da insiemi di differenze. Se lo si guarda con attenzione, siamo certi che un prato può diventare la bellissima metafora del mondo. E’ un po’ quello che succede al signor Palomar di Italo Calvino mentre osserva il praticello nel giardino di casa.
I prati ed i campi del nostro territorio probabilmente si ripetono da anni nella loro composizione, ma il nostro sguardo no, il nostro sguardo può cambiare e con esso può cambiare il modo di pensarli e di rapportarsi con essi. Ed ecco che ciò che fino a ieri chiamavamo terra, col cambiare del nostro sguardo e del nostro punto di vista può diventare territorio e poi ancora paesaggio.
E’ questo il secondo motivo che ci ha spinto a realizzare questo lavoro: la convinzione di star contribuendo ad un nuovo modo di pensare il nostro paesaggio, che è il paesaggio toscano che tutto il mondo apprezza, nel quale ci identifichiamo e al quale leghiamo la parte più intima della nostra identità.
Un territorio diventa paesaggio quando su di esso agiscono uno sguardo e una coscienza.
Dovremmo ricordare che il paesaggio è sempre un manufatto umano, anche in quelle componenti che reputiamo spontanee: lo si costruisce di giorno in giorno, sia a livello simbolico che reale.
Un paesaggio è sempre prima pensato che realizzato, anche se spesso siamo portati a credere il contrario, e prima del paesaggio reale, fatto di “cose” ne esiste uno fatto di idee e di immagini.
Sono le immagini che abbiamo assimilato dal cinema, dalla letteratura, dalla pittura, dalla fotografia e che quindi fanno parte del nostro vissuto e delle nostre conoscenze. Siamo tutti più o meno consapevoli dell’enorme forza evocativa e simbolica del nostro paesaggio; amiamo le sue pietre, i suoi cipressi le sue vigne, le distese di girasoli, le strade bianche, gli ulivi, le pievi, i castelli, i boschi, i cascinali, e tutto ciò che ci rende orgogliosi.
Ma attenzione. Proprio il nostro paesaggio toscano, proprio ciò che consideriamo il frutto di saperi ed esperienze antiche, autoctone e locali, dal quale facciamo dipendere elementi importanti per la nostra vita come la genuinità dei cibi, la purezza delle acque, la qualità del vivere, la salute e tante altre cose buone, è invece il prodotto di lunghi e profondi processi di contaminazione. E non potrebbe essere altrimenti.
Sappiamo che il paesaggio toscano, da tempo indeterminabile, è stato oggetto d’interesse di viaggiatori, scrittori, pittori, registi e poeti; per tanto si è dovuto “truccare” per esigenze di scena; inoltre si è dovuto fare bello agli occhi dei turisti: tedeschi, inglesi, americani, giapponesi,ma anche italiani, e continua ancora oggi a farsi bello per gli occhi dei nuovi turisti, che da tutto il mondo continuano a scegliere la Toscana come meta dei loro viaggi.
Il paesaggio toscano si è quindi reso vendibile, fotogenico, attraente; si è trasformato sulla base di una “domanda estetica” di un turismo sempre più esigente, si è plasmato secondo i gusti e le volontà degli acquirenti che chiedono sempre più toscana, sempre più toscanità.
Ma è giusto far notare che alla costruzione del paesaggio toscano non vi partecipano solo gli occhi del turista. Credo sia doveroso ricordare che buona parte dei cascinali, delle ville, delle fattorie, dei fienili, dei casolari, delle coloniche un tempo abbandonati e ridotti a ruderi e poi trasformati in veri e propri gioielli del nostro paesaggio per il piacere di chi li abita o di chi vi soggiorna, sono fatti mattone dopo mattone con le mani di muratori albanesi, rumeni, marocchini, che magari senza volerlo hanno portato, anche se sotto la guida di maestranze locali, le loro tecniche, i loro saperi, il loro stile. Voglio dire che anche ciò che noi consideriamo la parte più originale ed intima della nostra identità di toscani, è frutto di mediazioni e contaminazioni culturali che non possiamo far finta di non vedere. Il paesaggio toscano che tanto ci rende orgogliosi si costruisce sempre di più per l’occhio del turista e con la mano dell’emigrato.
Il tema della contaminazione del nostro paesaggio toscano è presente persino in quegli elementi che amiamo definire spontanei, com’è il caso delle nostre erbe. Fra le trenta varietà che abbiamo trattato in questo libro c’è n’è una che più delle altre mi ha incuriosito, e non tanto per il suo aspetto o per le sue proprietà, bensì per il nome con cui veniva chiamata dai nativi delle colonie inglesi durante il secolo XIX: é la piantaggine, chiamta white man’s foot, ovvero del passo dell’uomo bianco, poiché i suoi semi furono diffusi ovunque dagli europei trasportati nel risvolto dei pantaloni.
Lo spirito col quale ho accettato di presentare questo lavoro è quello di guardare alla nostra terra, al nostro territorio e al nostro paesaggio rifiutando le rivendicazioni campanilistico-paesaggistiche che la smania per il prodotto locale e la cultura della tipicità di cui è il figlia, continuano a proporci e a diffondere. Magari, con la presunzione di aver afferrato, anche per un momento, il pensiero di Palomar e le sue riflessioni di fronte al verde praticello di casa. Ripartiamo dal raperonzolo.
Paolo Pecchioli
Antropologo Culturale, Università di Granada
Spagna
giovedì 19 aprile 2007
Tuskanity
venerdì 3 novembre 2006
Apperley: uno sguardo inglese sull'Andalucia

L'occhio innamorato di Apperley
Apperley, il profilo
Apperley, George Owen Wynne.
Born 17th June 1884 in Ventnor, Isle of Wight, England.
Died in Tangier, 1960.
Educated at Eagle House, Sandhurst and at Uppingham School.


Studied art at Herkomer Academy, Bushey, Herts.
He first exhibited at the Royal Academy in London, 1905.
Mounted his first individual exhibition in London,1906.
Elected as a member of the Royal Institute of Watercolour Artists in 1914
Moved to Spain in 1916.
In 1932 during the civil war he left Spain and took up residence in Tangier.
In 1937 he received the Order of the Mehdavia ('Comendador de la Mehdavia').
In 1945 he was awarded the Order of Alfonso The Wise ('Encomienda de Alfonso X El Sabio') by the Spanish Government - an honour which no other British painter received during his lifetime.
In 1951 he was elected as a Distinguished Member of the Royal Academy of Fine Arts in Málaga, Spain.

Museums:
Bushey Museum, Herts., England
Museo Nacional del Prado, Madrid
Watford Museum, Herts., England
South Kensington Museum, London
Museo Provincial de Lugo, Spain
Museo Municipal de Bellas Artes, Tandil, Buenos Aires, Argentina
Museo de Bellas Artes, Granada, SpainSydney Museum, Sydney, Australia
Excmo. Ayuntamiento de Granada, Spain
Museum of Art, Brussels Palace, Belgium
Museo de Málaga, Spain
domenica 28 maggio 2006
Dall'orientalismo italiano all'arte coloniale

In occasione della seconda mostra internazionale d’arte coloniale del 1934 a Napoli, il Commissario artistico e critico d’arte Michele Biancale formula la prima definizione critica del carattere dell’arte coloniale di cui la mostra vuol essere veicolo di promozione.
E’ in questa occasione che si delinea la prima separazione concettuale fra l’Orientalismo “di matrice romantico-risorgimentale” e la nuova arte coloniale, “che per sua natura e fattura si qualifica secondo Biancale come arte “eroica”.
Il Critico Michele Biancale:
"Le difficoltà di varia natura degli artisti di recarsi in colonia e ispirarsi direttamente ai motivi di terre differenti dalla nostra, potevano generare il pericolo paggiore per la mostra, che è quello di raccogliere opere di “maniera”, composte nello studio, da artisti i quali non sono forniti di fantasia tale, come grandi quattrocentisti veneti i quali seppero creare con null’altro che la loro potenza fantastica, un Oriente veneziano, da immaginare una colonia che essi non hanno visto”.
I pittori le opere e i pittori ospitati sono colonialisti quasi d’istinto, vissuto a lungo in Africa dove hanno operato abbondantemente.
La qualità della loro arte, sono il primo a riconoscerlo, non è tale da soddisfarci compiutamente – non mi riferisco naturalmente a tutti – pure è sempre da preferire un mediocre pittore che ha operato in colonia ad un mediocre artista che non c’è stato". 
Definiti i contorni e la specificità dell’arte coloniale e stabilita definitivamente la distinzione dal filone orientalista ottocentesco, di cui senz’altro sente la suggestione ma dal quale è oltremodo lontana, le opere “coloniali” possono essere analizzate e valutate nella loro caratteristica fondamentale che è quella di riprendere la realtà africana, e non di interpretarla. Non si tratta solo di composizioni sull’epopea coloniale della conquista, ma soprattutto di immagini attraverso le quali si era inteso veicolare impressioni, situazioni, realtà ambientali e sociali di terre che si voleva far rientrare con naturalezza nella quotidianità italiana. 
A differenza dell’Orientalismo, cresciuto nel tessuto romantico ottocentesco, l’arte coloniale si fa portavoce di valori diversi, connessi inevitabilmente con quelli dello Stato italiano imperialista, laddove gli artisti orientalisti si muovevano nell’ambito di una visione dell’Oriente – a cui l’Africa era associata – fascinosa ed estetizzante, un mondo incantato dove ricercare nuovi miti. Una lettura dell’Oriente, quella degli orientalisti, intrigante ed esotica, nella quale la cultura occidentale si sovrapponeva e utilizzava quelle locali, dettando e ubbidendo nello stesso tempo ad una moda nata dall’esigenza tipicamente romantica di creare un immaginario collettivo sui luoghi visitati dai viaggiatori sette e ottocenteschi. In questa scia operano ancora, nei primi decenni del XX secolo, artisti come Valeri, Mariani, Biseo, Valli; nelle loro opere emerge, infatti, il dato letterario e di fantasia, la visione colta dell’oriente.
Nell’Ottocento il viaggio si era trasformato in esplorazione, ovvero in ricerca diretta delle diversità dei luoghi e delle culture locali viste nell’ottica della supremazia occidentale, e l’esplorazione, come si sa, anticipa la volontà di sfruttamento delle terre africane e mediorientali, ora meta di conquista piuttosto che di viaggio, di appropriazione piuttosto che di scoperta, alla base e al servizio della politica colonialista occidentale
In tal modo si definisce un altro dei caratteri salienti della pittura coloniale, quello di essere reportage storico al fianco della fotografia, la quale assurge al contesto del colonialismo a una posizione di primo piano. Alla fotografia viene delegata la ripresa fedele delle esplorazioni, dei combattimenti e delle conquiste coloniali; grafica, pittura e scultura sono chiamate invece a fornire dei territori conquistati un’immagine più soft e accattivante, mediata dall’interpretazione e dalla materialitá delle tecniche, dei vasti ed affascinanti paesaggi africani, delle vivaci ambientazioni cittadine, delle usanze dei popoli e delle loro caratteristiche somatiche e di costume.
venerdì 24 febbraio 2006
Levì-Strauss & Clifford Geertz

La letteratura di viaggio e d’esplorazione, le guide turistiche e le riviste hanno un ruolo importantissimo nelle culture contemporanee. Lévi-Strauss, a proposito dei libri di viaggio non sa spiegarsi il perché del loro successo. Sostiene che creino:
l’illusione di qualcosa che non esiste più ma che vorremmo esistesse ancora; sembrano far presa su una diffusa e inconsapevole nostalgia per un mondo che la modernità ha trasformato o che ancora per poco resiste”.(Lévi-Strauss, 1984).

Ma è in assoluto la fotogradia amatorialie il più importante fra gli strumenti di moltiplicazione di rappresentazioni paesaggistiche. Nella rubrica dedicata ai lettori, l’esperto di una rivista per nuovi fotografi commenta così “la foto del mese”:
Tratto da La costruzione della genuinità di Paolo Pecchioli
Invia i tuoi girasoli a paolo_pecchioli@hotmail.com saranno pubblicati su questo blog. Mi raccomando, occhio al formato della foto.

Verso Valladolid (Spagna), 2004.giovedì 9 febbraio 2006
Giotto Dainelli e la S.G.I
Le 18.000 negative che costituiscono il fondo Giotto Dainelli, corrispondono a tutto il corpus fotografico di questo noto geologo-geografo-esploratore, a testimonianza della sua passione per l’obiettivo, fin dai tempi della giovinezza.
Nato a Firenze nel 1878 da famiglia benestante, Dainelli iniziò a viaggiare giovanissimo con la macchina fotografica al seguito. Le fotografie più antiche sembrerebbero risalire al 1899 e riguardano il Monte Bianco; ma già nel 1901 i suoi articoli sui viaggi in Dalmazia e in Bretagna erano corredati da un ricco apparato illustrativo.
Allievo di Carlo De Stefani, in quegli anni il più autorevole geologo italiano, Dainelli, favorito da un clima culturale particolarmente aperto e stimolante affiancò sempre ai suoi interessi prettamente naturalistici, una vivace curiosità verso gli aspetti antropici, osservati con la stessa metodologia di stampo positivistico. E’ per questo che nelle sue fotografie accanto a intere serie, a volte ripetitive, dedicate alla documentazione di un singolo fenomeno naturale o di particolari formazioni rocciose, compaiono numerose immagini di interesse antropologico o etnografico.
Insieme alla passione, la lunga consuetudine con il mezzo fotografico gli permise di raggiungere livelli di buona qualità per un amatore e di utilizzare la fotografia come un vero e proprio strumento di lavoro, a integrazione della sua ricerca scientifica.
La maggioranza delle sue opere, infatti, è riccamente illustrata con una documentazione fotografica non solo originale, ma sempre integrativa dello scritto.
A parte qualche problema di conservazione concernente piccoli gruppi di fotografie, l’intero fondo è ancor oggi perfettamente fruibile.
Questo si deve principalmente alla gran cura con cui il materiale era stato ordinato e conservato dal suo autore. Negative, diapositive e lastre, tutte singolarmente numerate e inserite in bustine di protezione, anche queste numerate, sono raccolte in piccole scatole a misura, perfettamente ordinate.
Completano il fondo 17 quaderni con i cataloghi di tutte le fotografie, manoscritti dallo stesso Dainelli. Di ciascuna fotografia è specificato l’autore, il soggetto rappresentato, la località e la data di esecuzione.
Sebbene presenti una grande ricchezza di soggetti, il fondo Dainelli si caratterizza per la presenza di alcuni filoni ben precisi e costanti nel tempo. Innanzi tutto l’Africa. Quasi due terzi dell’intero fondo, circa 10.500 fotografie, comprendono soggetti africani e si riferiscono a quattro viaggi compiuti da Dainelli in terra africana.
Le fotografie più antiche riguardano il viaggio in Marocco del 1901 e in gran parte furono edite nel 1903 sulla rivista <
In questo viaggio, Dainelli ebbe come compagno Olinto Marinelli, geografo fiorentino e suo fraterno amico, deciso sostenitore delle indagini sul campo e dell’osservazione diretta dei fenomeni. L’impostazione metodologica di Marinelli, che influì molto sul giovane Dainelli, ben si spostava con l’idea di stampo positivistico della fotografia quale mezzo
In Africa Dainelli tornò molti anni dopo, nel 1936-37, a capo di una spedizione promossa dall’accademia d’Italia per il rilevamento e lo studio del lago Tana in Etiopia. Con l’incarico di direttore del Centro Studi per l’Africa Orientale, egli guidava un folto gruppo di giovani studiosi, specialisti di diverse discipline, ciascuno dei quali contribuì alla documentazione fotografica per il settore di una competenza. La spedizione produsse 6.000 fotografie, che consentono ancora oggi un’ampia e approfondita visione interdisciplinare della regione del Tana. Accanto alle fotografie di Dainelli (1100 ca.), sono particolarmente numerose quelle dell’antropologo Lido Cipriani (complessivamente 2.700), 1.600 delle quali di carattere antropometrico.
Appartengono ad altri viaggi compiuti da Dainelli negli anni 1938-39 le altre 1.200 fotografie a soggetto africano presenti nel fondo; ad esse si devono aggiungere le 200 fotografie della collezione Castellani relative all’Uganda.
mercoledì 8 febbraio 2006
Cronologia di una espansione
Da un lato vi erano le cosiddette colonie di popolamento: territori dei quali gli europei si impossessavano per insediarvisi. C’erano poi le colonie di sfruttamento: essi servivano a rifornire la madrepatria di materie prime delle quali non disponeva. In questi casi la popolazione indigena non veniva scacciata dalle proprie terre, ma fatta lavorare a beneficio dei colonizzatori. Tali furono le colonie della seconda metà dell’Ottocento. Vi furono tuttavia anche altre motivazioni assai sentite dall’opinione pubblica.
Motivazioni economiche: i territori coloniali rappresentavano certamente marcti di sbocco per le merci, fonte di materie prime a basso costo, luoghi in cui investire capitali in eccesso. Motivazioni politiche: di politica estera innanzitutto, perché la conquista di sempre più estese colonie significava affermazione di prestigio internazionale. Ma anche motivazioni di politica interna, fu un modo per scaricare all’esterno le sempre più forti tensioni sociali e per conquistare consenso alle classi dirigenti. Motivazioni culturali: fu legato a una concezione per meta umanitaria e per metà razzista che sottolineava come compito dell’uomo bianco, superiore e più evoluto, fosse quello di civilizzare le altre popolazioni.
La seguente cronologia non è stata aggiornata; potete farlo attraverso i commenti
XV sec.
La Guinea Bissau è scoperta dai portoghesi.
1400: Sao Tome e Principe è colonia portoghese.
1402: I castigliani colonizzano le Canaire.
1415: I portoghesi conquistano Ceuta (Marocco).
1432: Il navigatore portoghese Cabral scopre le Azzorre.
1455: I portoghesi scoprono la Gambia.
1460: Il veneziano Alvise Ca’ de Mosto, al servizio del Portogallo, scopre le isole del Capo Verde.
1462: Sierra Leone è scoperta dai portoghesi.
1471: I portoghesi raggiungono le coste del futuro Ghana che essi indicano con il nome di Costa d’Oro. I portoghesi raggiungono le costa del Gabon.
1484: L’Angola è sotto dominio portoghese.
1497: Giovani Caboto, navigatore italiano al servizio dell’Inghilterra compie un viaggio di esplorazione, nel corso del quale scopre Nuova Scozia e Terranova XVI sec.: I portoghesi assumono il controllo delle principali centri costieri del Tanganika. Il Mozambico è dichiarato colonia portoghese. La Malaysia e lo Sri Lankaentra nella sfera del dominio portoghese. Gli spagnoli intraprendono la conquista della Colombia, abitato dai chibch. Nelle Guyane vengono creati insediamenti francesi, olandesi e inglesi. La Florida è annessa all’impero spagnolo. La Papua Nuova Guinea è scoperto dai portoghesi. La storia della conquista della Polnesia francese è caratterizzata da una lotta di potere tra Inghilterra e Francia, fino a quando la regina polinesiana Pomaré IV chiese il protettorato della Francia. Dopo un anno tutto l'arcipelago era collegato alla Repubblica francese.
XVI sec.
1503: I portoghesi fondano il loro impero delle Indie, conquistando Ceylon, Goa, Malacca e Celebes (Indonesia).
1505-1515: Edificazione dell’impero commerciale portoghese: Hormuz, Goa, Ceylon, Malacca.
1507: Baherin è assoggetato al dominio portoghese.
1508: Oman è sotto l’autorità portoghese. Sebastiano Caboto, figlio di Giovanni, al servizio dell’Inghilterra, riprende l’eslorazione dell’America, scoprendo il Labrador e lo stretto di Hudson.
1510: Il Panamà viene colonizzata dalla Spagna. Occupazione di Goa da parte dei portoghesi.
1511: I portoghesi si impadroniscono di Malacca (Malaysia) e dell’Indonesia.
1516: Lo spagnolo Diaz de Solis penetrano nel rio de la Plata.
1518: Barbados viene scoperta dagli spagnoli.
1519: Il navigatore portoghese Ferninando Magellano, alla ricerca di una rotta per la Cina, scopre lo stretto che porterò il suo nome, attraverso il Pacifico e viene ucciso nelle Fillipine.
1521: Baherin è dominio portoghese. Le Fillipine entrano nell’orbitra coloniale della Spagna. Scoperta dagli spagnoli, il Nicaragua viene unito alla Capitaneria del Guatemala.
1523: Popolato da indiani mosquito, l’Honduras viene conquistato da Pedro de Alvarado.
1524: Popolato dai maya-quiche, il Guatemala viene conquistato da Pedro de Alvarado. Il Nicaragua è assoggettato alla Spagna da Hernandez de Cordoba. New Yersey è colonizzata dagli olandesi.
1534: Jacques Cartier prende possesso del Canada nel nome del re di Francia.
1535: Saint Pierre et Miquelon è sotto sovranità francese. Ne prende possesso Jacques Cartier.
1537: I mercanti portoghesi organizzano a Macao una piccola colonia commerciale.
1538: L’Alto Perù, corrispondente all’attuale territorio boliviano è conquistato dagli spagnoli. In Colombia, sulle rovine dell’antica Bacatà viene fondata Santa Fè de Bogotà. Il Guatemala diventa capitaneria generale che dipende dal vicereame del Messico.
1563: Gli spagnoli annettono l’Ecuador al vicereame del Perù.
1565: Le Fillipine passano sotto la sovranità spagnola.
1569: Il Costa Rica diventa colonia spagnola.
1576: In Uruguau, gli spagnoli fondano Montevideo.
1584: La colonia inglese di Virginia è fondata.
1585: Popolato dagli indiani, i gesuiti colonizzano il Paraguay, facendone una provincia separata.
1598: Maurizio è possedimento olandese.
XVII sec.
L’Illinois (USA) e Mississippi sono colonie francesi. Bahamas è colonizzata dagli inglesi. L’Australia è scoperta da navigatori olandesi.
1602: Baherin è sotto dominio persiano.
1606: Scoperte le isole Vanuatu dai portoghesi.
1607: Ha inizio la colonizzazione inglese in USA, mentre i francesi continuano la loro espansione verso il Mississippi.
1620: Giunge nel Massachusetts puritani inglesi (1ma colonia americana).
1627: Barbodos è occupato dagli inglesi.
1630: Connecticut (USA) è colonizzata dagli inglesi.
1634: Coloni cattolici inglesi fondano la colonia americana di Maryland.
1635: Guadalupa è colonizzata dalla Francia.
1638: La nave Sant'Alessio diretta verso le Indie prese possesso di quest'isola deserta in nome del re Luigi XIII.
1642: L’olandese Tasman scopre l’arcipelago neozelandese, abitata da maori.
1646: Oman è sotto l’influenza inglese.
1647: E’ fondata la colonia inglese del Rhode Islands (USA).
1650: Tobago è dominato dai francesi.
1655: La Giamaica viene conquistato dagli inglesi.
1659: I francesi occupano il Senegal.
1661: La Spagna è costretta a riconoscere colonia francese la parte occidentale dell’isola di Hispaniola (Haiti).
1663: Parte dell’attuale territorio canadese è proclamata colonia inglese. Colbert organizza la colonizzazione sistematica della Guyana.
1664: Gli inglesi occupano la Gambia.
1667: La parte occidentale di Haiti diventa francese.
1668: Le Marianne settentrionali vengono annesse alla Spagna.
1674: Pennyslvania (USA) passa sotto la corona inglese. Martinica e Guadalupa diventano colonia francese. XVIII sec.: L’Indiana (USA) è colonizzata dai francesi. Vanuatu è occupato dagli inglesi.
XVIII sec.
1702: La parte orientale di Haiti diviene francese.
1715: Maurizio diventa possedimento francese.
1718: Le Bahamas passano sotto il dominio inglese.
1720: Coloni spagnoli procedono ad una sistematica occupazione del Texas.
1721: La Groelandia è colonizzata dai danesi.
1722: Le Samoa sono scoperte dai portoghesi.
1732: Georgia (USA) è colonia inglese.
1752: I portoghesi prendono possesso del Mozambico.
1749: Ohio (USA) è colonizzata dai francesi.
1758: In Africa, gli inglesi si impadroniscono del Senegal francese.
1762: Gli Stati Uniti strappa alla Spagna Cuba e Manila nelle Fillipine. Grenada diventa colonia inglese. I francesi cedono Kansas (USA) e Lousiana (USA) agli spagnoli.
1763: Ohio (USA), Illinois (USA) e Mississippi (USA) passano all’Inghilterra. Il Minnesota (USA) entra a far parte del dominio degli inglesi.
1767: I gesuiti vengono espulsi dal Paraguay e le riserve sono abolite. Maurizio passa sotto alla diretta dipendenza della Francia. La Polinesia è colonizzato dalla Francia.
1774: Il Kentucky è colonizzata dagli inglesi. James Cook scopre la Nuova Caledonia.
1768: Il Tennesee è aperto alla colonizzazione francese.
1776: Viene costituita il viceregno della Plata (Argentina e Bolivia).
1778: Il Portogallo cede la Guinea Equatoriale alla Spagna. Il Siam impone la sovranità nel Laos. Il Cile diventa capitaneria generale (possedimento spagnolo).
1781: Il Mississippi è occupato dagli spagnoli.
1783: Baherin è sotto dominio inglese.
1788: Lo sbarco dei primi convinti inglesi a Port Jackson costituisce il primo nucleo della colonia del Nuovo Galles del sud.
1792: Il Nepal entra nella zona d’influenza inglese, entrando a far parte dell’India. Gli spagnoli annettono l’Ecuador e il Panamà al vinceregno di Nuova Grenada.
1797: Le isole Trinidad e Tobago sono conquistate dall’Inghilterra.
1798: L'Indonesia subisce la dominazione olandese.
XVIII: La Gran Bretagna domina sul Gibuti che passa poco poco sotto il suo protettorato. Il Senegal è colonia francese.
XIX sec.
Wallis et Futuna diventano francesi.
1800: I francesi riottenono Kansas e la Lousiana.
1802: Le isole di Trinidad e Tobago diventano britanniche.
1803: La Guyana olandese viene occupato definitivamente dagli inglesi, fatta eccezione per il territorio del Suriname, rimasto all’Olanda.
1803: Il Nebraska è possedimento statunitense.
1808: La Sierra Leone diventa colonia della corona britannica.
1810: Maurizio diventa possedimento inglese.
1816: L’Uruguay è invaso dai portoghesi e annesso al Brasile.
1819: Singapore è sotto dominio inglese.
1828: Gli olandesi occupano la parte occidentale della Papua Nuova Guinea.
1834: Sant’Elena è colonia britannica.
1837: Il sovrano di uno dei principati della regione costiera del Camerun cede un vasto territorio a coloni inglesi. La Guinea è colonizzata dai francesi.
1839: Gli inglesi stabiliscono un protettorato su sud dello Yemen. In Arabia occupazione britannica di Aden e dell’Hadramut.
1841: Il sultano di Mayotte cede l’isola alla Francia.
1844: Il Camerun è protettorato tedesco.
1845: Il Togo è suddivisi tra Francia e Gran Bretagna.
1846: Le tribù dello Swaziland si pongono sotto protettorato inglese.
1847: Fine della conquista francese in Algeria.
1850: La Tunisia e i regni del territorio del Mali (Sudan francese) diventano un protettorato francese.
1851: Gli inglesi occupano Lagos (Nigeria).
1853: La Nuova Caledonia è unita ufficialmente alla Francia. La Gran Bretagna costituisce gli Emirati Arabi Uniti.
1858: L’India è associato alla corona britannica.
1861: In Libano, la Francia ottiene la creazione del Monte Libano, dotato di una certa autonomia. Baherin è sotto protettorato britannico.
1862: In Gibuti inizia il dominio francese.
1863: La Cambogia accetta un protettorato francese.
1865: Il Buthan diventa vassallo dell’India britannica. Il nord di Togo britannico viene integrato nella Costa d’Avorio.
1867: L’amministrazione inglese si estende in tutta la Malaysia. Singapore è sotto il dominio britannico.
1868: I vario centri del Qatar vengono riuniti in un unico stato, legato alla Gran Bretagna. Il Basutoland diventa protettorato britannico.
1869: Il Laos è protettorato francese.
1870: Vanuatu è occupato dai francesi.
1874: In Ghana creazione della colonia britannica della Costa d’Oro.
1878: Cipro passa sotto l’amministrazione inglese.
1879: La Francia completa la conquista del Senegal. La Guinea Bissau diventa portoghese. L’Argentina conquista la Patagonia.
1880: Il territorio della repubblica del Congo è posta sotto protettorato francese.
1881: In Mali inizia l’occupazione francese.
1882: Il Sudan è occupata dalla Gran Bretagna.
1883: Il Madagascar deve accettare il protettorato francese. L’Argentina cede le isola Flokland alla Gran Bretagna.
1884: Il Camerun diventa colonia tedesca e stabilisce un protettorato nel nord-est della Papua Nuova Guinea e nel Togo. La Germania occupa i territori africani del Sud-ovest. La Gran Bretagna occupa il sud-est della Papua Nuova Guinea. Parte della Somalia è occupato dagli inglesi e dai francesi.
1885: La Gran Bretagna occupa vaste regioni in Africa, che prendono il nome di Rhodesia e tra le quali configura anche l’attuale Zimabwe e Botswana. La Gran Bretagna crea vari protettorati in Nigeria. Marshall appartiene alla Germania.
1886: Il Gabon diventa colonia francese. Le Comorre sono protettorato francese. La Cina cede la Birmania alla Gran Bretagna. Occupazione inglese del Kenya.
1887: Il Vietnam viene integrato nell’Indocina francese, fondata dalla Francia. La compagnia britannica dell’Africa orientale inizia a colonizzare le coste del Kenya. Le Maldive diventano protettorato francese. Il Mozambico diventa colonia portoghese. Il sultano di Zanzibar deve cedere alla Gran Bretagna l’amministrazione della fascia costiera del Kenya. La Gran Bretagna colonizza il Malawi.
1888: Brunei è protettorato britannico. Gli inglesi prendono possesso di Nauru.
1889: La Guinea diventa colonia francese. La parte restante della Somalia è occupata dagli italiani.
1890: In Tanzania, viene stabilito il protettorato britannico sulla costa e quello tedesco nell’interno. La Francia occupa il Burkina Faso. La Gran Bretagna ottiene dal re degli ozi il monopolio dell’economia della Zambia. Zanzibar è sotto protettorato inglese.
1890: Formazione della colonia italiana in Eritrea.
1891: Il Congo diventa possedimento francese. Viene creata la colonia italiana dell’Eritrea. Malawi assume lo status di Protettorato britannico.
1892: La Germania si assicura la dominazione della Namibia. La Gran Bretagna stabilisce un protettorato agli Emirati Arabi Uniti.
1893: La Costa d’Avorio e Kerguelen (arcipelago dell’Oceano Indiano) diventano possedimenti francesi. Il Laos è protettorato inglese. Gli arcipelaghi di Salomone sono occupati dagli inglesi.
1894: E’ proclamato protettorato inglese sul regno di Burgunda (in Uganda).
1895: L’amministrazione inglese è estesa all’interno del Kenya. Il Madagascar è sottomesso dalla Francia. La Guinea viene instaurata nel Sudan francese.
1897: Unione del regno di Benin al protettorato britannico di Lagos. Il Burundi è protettorato tedesco.
1898: Gli Stati Uniti impegnano un conflitto con la Spagna e dalla facile vittoria ottennero il controllo delle Fillipine. La Spagna cede Guam agli Stati Uniti. Le due isole di Salomone, Boungainville e Buka sono annesse alla Germania.
1899: Il Sudan diventa condominio anglo-egiziano. La Zambia viene occupato dalla Gran Bretagna. Il Benin è proclamata colonia francese. Togo è occupato da Francia e Inghilterra. Lo sceiccato di Kwait accetta il protettorato inglese. Palau è ceduta dalla Germania all’Inghilterra. Salomone è suddiviso tra la Gran Bretagna e la Germania. La Spagna vende le isole Marianne alla Germania.
XX sec.
1900: L’Inghilterra ottiene il controllo esclusivo sulla Gambia stabilendo una colonia sulla zona costiera e un protettorato nell’interno. Nel Lesotho viene creato il regno di Basutoland. La Francia si impadronisce del Ciad. Le Samoa vengono suddivise fra americani (orientale) e tedeschi (occidentali). Tonga è protettorato inglese. La Spagna cede le Fillipine agli USA.
1902: La Mauritania diventa colonia francese. Lo Swaziland e l’Uganda sono sotto protettorato britannico.
1904: L’Alta Volta è dichiarato colonia francese. Timor è ripartita fra portoghesi e olandesi.
1905: La Francia costituisce l’Obugai-Chari (attuale Centroafrica) in colonia. Dopo la soluzione delle controversie anglo-francesi e la vittoria riportata sul capotribù Samory Toirè, i francesi estendono la loro giurisdizione sul territorio guineano.
1906: Il sud-est della Nuova Guinea è ceduta all’Australia.
1907: Il Burundi è posto sotto protettorato tedesco.
1909: Conquista francese sulla Mauritania.
1910: Il Buthan è semi-protettorato dell’India. Il Congo e il Gabon diventano colonie francesi.
1911: Vengono costituite la Rhodesia del nord (attuale Zambia) e la Rhodesa del sud (attuale Zimbabwe).
1912: Il Marocco, la Mauritania e le Comorre sono occupate dalla Francia. Creazione del sahara spagnolo.
1914: Il Sudafrica conquista la Namibia. I protettorati inglesi della Nigeria vengono unificati e crea i protettorati sulla Nigeria, sull’Egitto e in Kawait. Annessione all’Inghilterra di Cipro. Occupazione giapponese sugli arcipelaghi tedeschi nel Pacifico. Occupazione australiana delle isole di Salomone, Buogainville e Buka.
1915: Il Burundi è occupato dal Belgio.
1916: Il Camerun è occupato da truppe francesi e inglesi.
1919: Le isole Marianne passano sotto mandato giapponese.
1920: Il Kenya diventa colonia inglese. Il Mali diventa Sudan francese. Le Samoa ccidentali passano sotto tutela neozelandese.
1921: Le zone tedesche della Nuova Guinea e di Salomone sono affidate dalla Società delle Nazioni all’Australia.
1922: Il Niger è dichiarato colonia francese. Il Ruanda è occupato dal Belgio.
1925: Cipro viene annessa alla Gran Bretagna.
1941: La Gran Bretagna riconquista la Somalia.
1944: Palau è conquistata dagli Stati Uniti.
1945: La Libia è amministrata in parte dalla Gran Bretagna e in parte alla Francia. Le isole Marianne sono sotto tutela delle Nazioni Unite che ne affidano l’amministrazione agli Stati Uniti. Il Camerun è suddiviso nuovamente in due zone d’influenza, sotto tutela inglese e francese. La tutela della Nuova Guinea ex tedesca all’Australia è confermata dall’ONU.
1976: Anguilla costituisce una dipendenza britannica.
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Da Le Monnier-Progetto Storia- Il lavoro dell’uomo 2.



